"L'uguaglianza consiste (…) nel fatto che ciascuno può uccidere l'altro. Già una tale consapevolezza è sufficiente a smascherare gli atteggiamenti arroganti delle superpotenze (…). Tanto riguardo all'uguaglianza. La libertà si basa sulla dilatazione della massima, sulla coscienza dell'anarca di poter uccidere se stesso."
(Ernst Jünger, "Eumeswil")
"Non esiste uno scopo razionale, né una norma così giusta, né un programma così esemplare, né un ideale sociale così bello, né una legittimità o legalità che possa far apparire giusto che gli uomini si ammazzino a vicenda. Se una distruzione fisica di questo genere della vita umana non deriva dall'affermazione esistenziale della propria forma di esistenza nei confronti di una negazione altrettanto esistenziale di tale forma, in tal caso essa non può neppure trovare legittimazione. Una guerra non può fondarsi neppure su norme etiche o giuridiche. Se esistono realmente nemici nel significato esistenziale qui inteso, allora è comprensibile, ma solo politicamente comprensibile, che essi siano eliminati fisicamente e combattuti." (Carl Schmitt, "Le categorie del politico")
"(…) La mente umana è infatti capace di eccitarsi senza l'applicazione di grossolani e violenti stimolanti, e chi non sa questo e chi inoltre non sa che un essere si eleva al di sopra di un altro proporzionalmente al possesso di quella capacità, ha certo una debolissima percezione della bellezza e della dignità di essa. (…) Dico questo perché una moltitudine di cause precedentemente ignote sembrano ora alleate per smorzare le capacità di discernimento della mente e per renderla inabile a qualsiasi esercizio volontario e ridurla così ad uno stato di torpore quasi primitivo. Le più potenti fra queste sono i grandi avvenimenti nazionali che giornalmente si verificano, e il crescere a dismisura della popolazione nelle città, dove l'uniformità dei mestieri genera il desiderio di avvenimenti eccezionali che il rapido scambio delle informazioni via via soddisfa. (…)"
(W. Wordsworth)
"La base psicologica su cui si erge il tipo delle individualità metropolitane è l'intensificazione della vita nervosa, che è prodotta dal rapido e ininterrotto avvicendarsi di impressioni esteriori e interiori (…) Così il tipo metropolitano che è circondato da mille modificazioni individuali si crea un organo di difesa contro lo sradicamento di cui lo minacciano i flussi e le discrepanze del suo ambiente esteriore; anziché con l'insieme dei sentimenti reagisce essenzialmente con l'intelletto, di cui il potenziamento della coscienza è il presupposto psichico. (…) Forse non esiste alcun fenomeno psichico così irriducibilmente riservato alla metropoli come l'essere blasé. Questo carattere è conseguenza di una rapida successione e di una fitta concentrazione di stimoli nervosi contraddittori dai quali ci è sembrato derivare anche l'aumento dell'intellettualismo metropolitano; tanto è vero che le persone sciocche e prive di vita intellettuale non tendono affatto ad essere blasé" (Georg Simmel)