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Che non sarà un testo politico, il cui sostantivo e conseguente concezione astratta morirono in quel bunker con Adolfo e non sapremo e mai sapere vorremo se fu pallottola o cianuro, per amore del fascino del mistero, che nella nostra dialettica a prestito non ci sono speranze di rivalsa, non ci sono speranze di acquisizione del personale ausiliario, soltanto delle notti sformatamente anarchiche, come di questa sintassi potreste pensare, errando nel seguire, incapaci di sbrogliare le matasse ingarbugliate della velocità di pensieri sequenziali, voi che scarso avete il tempo per fermare, scarso il tempo per ricordare e trarre giovamento delle altezze, legati come siete alla patria vostra casa, orto e campicello, al salmodiante routinare fra bisogni primari e primarie attestazioni sociali di vitalità, la quale pone domande all'essere e mette in dubbio, non è modello, ma solo le mie guerre preferite, il mio balzare da capo a capo facendo stragi ad ogni ondata, tanto per il gusto di vedere qualche maceria esercitando lo stile e dando alimento all'istrionica parvenza dello sfogo, sinceramente attuata in un brodo di auto- dissuasioni, quelle che sono il solito nichilista tentativo irrisolto di abbandonare la sferza dell'aio, il bastone del pastore che vuol buttar fuori le pecore dal recinto recalcitranti ed in questo è piuttosto stanco perché in fin dei conti non è granché la poca ricotta ch'è riuscito sinora a ottenere.
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