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Ucciditi! Perché non ti uccidi? La morte è poi così bella? In effetti sì! Diceva orgogliosa la rivista: "La vita è tremenda, viva la vita!" E se vive la vita io non vivo Perché nel mio vivere è la morte della vita Inazione Io sono intelligente, quindi depresso Intellego, ergo me deprimo Nella lacrimazione della tristezza Incombe la cupezza ordinata Che cos'hai? - Eh, non sto proprio bene! Allora starai benissimo!! Altrimenti la morte dovrebbe coglierti Oppure sei morte tu stesso Sei tutto nel buio, nella privazione e nella morte. Viva la morte. Ma se vive la morte io rivivo E se io vivo, non sono più intelligente L'intelligenza deriva dalla morte Io sono sensibile La sensibilità non è indegna di un uomo Se la morte vivesse morrebbe la vita Io sono allegro perché cammino Io sono allegro perché sono intelligente Il riso però abbonda sulla bocca degli stolti Il riso abbonda sulla bocca degli audaci Sorride l'abbondanza sulla bocca degli stolti Agisci per abbondare, o satollo Il riso mi sazia, ma smette Mai smette il dolore di condurti alla morte Così sano il dolore inneggia alla morte Se uccidi con spada la spada t'uccide Se uccidi con penna la penna t'uccide Io do la vita meschina e balorda Cercando con la lente tutto il male Soffro depresso io soffro l'amore, lo stress, la fatica e tensione Angoscia depresso, deprimo me stesso, depresso, depresso, depresso, depresso Inchino me stesso al depresso me stesso Non c'è altro male così giustificato come quello derivato dalla mia condizione sociale, biografica, storica, biologica, economica, spirituale, intellettuale Io concepisco me stesso depresso Morte identifica il depresso me stesso lo specchio degli occhi che guarda per terra Ho messo lo specchio depresso per terra E tutto finisce non sono me stesso Che cosa interessa al me stesso depresso? La gente va via, le mode, la storia Non ho religione, nemmeno memoria Troppo intelletto ferisce me stesso Basta un colpo in testa e svanisce me stesso. Ucciditi Perché non uccidi il depresso te stesso che soffre? Io cerco le vie di fuga da un dolore quale io sono Ché altro non sono che depresso me stesso E quindi fuggendo dolente dal me stesso dolente non fuggo per niente Io sono la morte Non posso la morte Se potessi evvivare la morte morrei Gridando alla vita il depresso morrebbe Limbeggia il depresso, ondeggia e si specchia Narciso nel fango, amante di melma Non vive il depresso, ma l'atto di morte deprime il depresso Che certo non cerca depressioni di ragioni Errando direi ragioni di depressioni Visto il depresso sì tanto depresso che alla fine sragiona l'eccelso intelletto d'eccesso Tristezza col pianto, piangendo tristezza Io sono triste perché mi sono intristito Mi sono intristito perché ero triste Ero triste perché mi ero intristito intristendomi per la mia tristezza tristissima E per l'intelligenza ed il motivo che sono poeti i tristi Ed i pensatori e quelli che parlano dell'esistenza (triste) Oh triste e trita esistenza che lanci nel nulla il triste me stesso Depresso, ma angoscia questo stesso testo Induce al suicidio Pericola da un dirupo Almeno nell'azione potenziale Potrei avere come margine l'imperfetto L'idea dell'azione virtuale deprime il depresso Depresso dipinge sta chiuso ed osserva gli schermi, gli schemi, le perturbazioni Gli ormoni disegnano l'acetilcolina, il neurotrasmettitore primo deprime il cervello che meglio funziona I geni incompresi rattristano il tempo chiedendo la gioia perché mai fu stata Inciampano e morte è costretta a raccogliere Gli scarni motivi di tristi menzogne Sta solo il depresso accompagna il silenzio Le urla sconvolge il triste depresso Sottomette se stesso al se stesso peggiore Cioè non adempie E non si abbattesse il se stesso depresso Non indulgesse al favore del dolore Che tanto ti ammalia ti ammoscia e ti affloscia Il dolore dolore rincorre il dolore Pertanto si muove chi davvero duole Rincorre ferita, ruggine e lama È acqua pozzanghera che alimenta il depresso Si vede lo sbavo marrone non il sangue che cola dalla bocca che tutti vorrebbero vedere per ululare doloranti e contenti alla luna Frega che te ne frega di quello che provi chi se ne frega? Prova a provare la morte e la vita Tu sciocco depresso, depressa sciocchezza che moda lo impone Carezze ricerca, carezze ne trova il depresso scontento, intelletto e ragione A ragione depresso si accoccola meglio si scalda nel letto il triste depresso La consolazione questua il depresso È un affamato di fango e ragione. Addio mio depresso Se ancora lo sei Depresso rimani e goditi l'espresso.
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