L'altro

L'uno

L'altro ancora

"Nella vita umana è fatale che si paghi ogni gioia con un tributo di dolore e l'individuo che si proibisce le poche gioie lecite ed eticamente ineccepibili dell'esistenza per paura di dover pagare il conto che il destino prima o poi gli presenterà, non posso in fondo considerarlo altro che un povero essere gretto e meschino. Colui che vuol far l'avaro con la moneta del dolore si ritiri in una soffitta come una vecchia zitella e vi rinsecchisca pian piano come un tubero sterile, che non ha mai portato frutti."
                                                      (K. Lorenz)

"La soppressione dell'individualità contemplativa è quasi completa. Gli unici dati storici immediati che possiamo conoscere e sui quali possiamo agire sono quelli propinati ai nostri sensi mediante i sistemi di comunicazione di massa. Questi mezzi sono esattamente i luoghi in cui le sensibilità e le confessioni della realtà più profonde e più personali sono più proibite, beffate, soffocate. Allo stesso tempo c'è uno spacco nella coscienza di massa (…). Poiché i sistemi di comunicazione di massa possono comunicare soltanto livelli di realtà ufficialmente accettabili, nessuno può sapere la misura della vita inconscia segreta. Nessuno (…) può sapere che cosa accadrà. Nessuno ha un vero controllo."
                                           (A. Ginsberg)

"Una convivenza prolungata degli uomini diminuisce le inclinazioni (…) e li abitua a rivolgere ogni loro sforzo unicamente agli strumenti per garantirsi il benessere;i bisogni e gli artifici per soddisfarli si fanno più elaborati, all'uomo avido occorre talmente tanto tempo per conoscerli e acquisire dimistichezza che non gliene resta più per il raccoglimento dell'animo nel silenzio e per la contemplazione attenta del mondo interiore. In caso di conflitto gli sembra che l'interesse del momento sia quello più chiaro, e così cade il bel fiore della sua giovinezza, la fede e l'amore, per far posto ai frutti più rozzi, il sapere e l'avere. (…) Una frequentazione estesa degli uomini fra loro provoca per forza il soffocamento di qualche germoglio sacro e la fuga degli dei che si tengono lontani dal tumulto e dall'agitazione delle compagnie che stordiscono e dalle discussioni di vicende meschine."
                      (Novalis)


"Un'immensa fossa di serpenti dove, salvo qualche eccezione ed alcune misere elites, tutti gli altri sono appunto dei serpenti, stupidi e feroci, indistinguibili, ambigui, sgradevoli. E tutto ciò a causa: A) del loro degradante consumismo coatto e, in secondo luogo e settorialmente B) della scuola dell'obbligo che li ha frustrati rendendoli coscienti della propria ignoranza e nel tempo stesso presuntuosi per quelle quattro sciocchezze moralistiche e pseudo- democratiche che vi hanno imparato; C) della televisione che mostra loro i modelli di vita e concretizza i valori attraverso il suo linguaggio che, essendo pura rappresentazione, non ammette repliche logiche; D) di una infinità di altre cause tutte concorrenti."

                                  (Pasolini)